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    Il report Elastici di Stefano Ferrè – 6 maggio

    House of Calcio ti porta allo Stadio: scopri i benefit della settimana

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    Il nostro Stefano Ferrè, ospite ad Elastici, trasmissione di Cronache di Spogliatoio, come di consueto ogni martedì realizza analisi su ciò che è accaduto nel fine settimana e che accadrà in questa. Mettetevi comodi.

    Per tutti noi. Per chi e’ Vita da qualche ora. Per chi vive per i propri sogni. Per le nostre squadre che nel mese di maggio conosceranno il proprio destino: i sogni rimarranno tali o diventeranno realtà? Alcuni festeggeranno, altri dispereranno, le emozioni travolgono la razionalità, ma forse lucidamente avere delle àncore oggettive può aiutarci a supportare un giudizio. Nella notte di Champions in cui alcuni coltivano il proprio sogno, i numeri si fanno da parte per il momento. La scena la prende il cuore, noi restiamo in attesa, con il fiato sospeso e ci concentriamo sulle altre squadre, tra cui colei che, contro diversi pronostici settembrini, sta davvero dipingendo il suo sogno.

    NAPOLI E IL DEMIURGO DI BLAKE: gli azzurri erano un’impressione. Sole e foschia. Ora se chiudiamo gli occhi e pensiamo al Napoli viene in mente un condottiero, una persona che sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa fare e cosa non fare. Un artefice onnisciente che ha valorizzato al massimo ogni risorsa, rendendo il sogno, possibile. Come un demiurgo che disegna il mondo e lo crea a sua immagine e somiglianza.

    Com’è cambiato il Napoli: fino ad Aprile & dal mese di Aprile:

    Numeri Napoli fino ad Aprile   Numeri Napoli dall’1 Aprile
    2.8 (2a, 1a il Bologna, 2.77) Media tiri in porta concessi 1.2 (1a, 6 totali, la 2a ne ha presi 12)
    16.9 (5a) Media tocchi in area avv. concessi 17.0 (solamente 8°)
    49.6% % duelli vinti 46%
    46% % duelli aerei vinti 50.3%
    10.8 (4a che ne ha concessi di meno) Media cross concessi open play 16 (4a che ne ha concessi di più)
    10 Quante volte in svantaggio 0

    A Lecce il Napoli ha cambiato ancora veste, con Olivera centrale ad affiancare Rrahmani.

    Costruzione 3+1:

    • Lobotka, prima di uscire per infortunio, si abbassava in mezzo ai due centrali;
    • Di Lorenzo, soprattutto nel primo tempo aiutava maggiormente in costruzione;
    • Posizione quasi coincidente di Raspadori e McTominay: in fase di possesso Raspadori lavora da sottopunta (più centrale), senza palla invece più largo a dar manforte;
    • Olivera da centrale: 2a partita con più tocchi nella sua stagione; 1a partita con più passaggi completati (di gran lunga: 80 contro 59 che è il secondo risultato migliore).

    Come non menzionare anche Rrahmani, un giocatore sottovalutato ma che sta dando un enorme contributo in questa cavalcata partenopea:

    AMIR RRAHMANI NELL’ULTIMO MESE
    Minuti saltati 0
    % passaggi riusciti 86.6%
    % duelli vinti 72.2%
    % duelli aerei vinti 75%
    Media recuperi 3.6
    % contrasti riusciti 67%

     

    VITINHA VS RICE: illuminano l’Europa. Con caratteristiche diverse il portoghese classe 2000 e l’inglese del 1999 si stanno contendendo il premio del miglior centrocampista dell’anno, con Pedri, Bellingham, MacAllister e qualche “italiano” come Barella, Reijnders e McTominay. Vitinha (1.72) e Rice (1.88) sono due centrocampisti molto diversi per struttura fisica e caratteristiche tecniche, ma entrambi capaci di assolvere perfettamente ad entrambe le fasi nelle rispettive squadre.

    Il portoghese oggi è probabilmente, dopo Pedri, la massima espressione del cervello in mezzo al campo, in grado di dettare i tempi di gestione del pallone in ogni momento del match, sapendo scegliere quando accelerare e quando rallentare. Il suo punto forte? Le imbucate verticali e le sventagliate. Ma attenzione, non è solo forte in possesso: l’ex Sporting ha imparato, grazie ai suoi allenatori e alla sua spiccata intelligenza tattica, a mettersi nel posto giusto al momento giusto per intercettare le tracce avversarie e opporsi anche fisicamente alle scorribande. Può ricordare, vagamente, il cambio di passo che ebbe in tal senso Pirlo.

    L’inglese ha raggiunto uno status che gli permette di essere considerato forse il pioniere dei nuovi centrocampisti box to box: meno tecnico di Gerrard o Lampard, ma con più ampie capacità di interrompere l’azione avversaria (data la sua infanzia e adolescenza calcistica da centrale difensivo ai tempi soprattutto del West Ham) e di accompagnare quella della propria squadra, inserendosi con i tempi giusti alle spalle del centravanti (oggi, Merino) e arrivando sempre con i piedi ai limiti dell’area di rigore, compiendo ampie corse verticali ma anche, in non possesso, orizzontali. Vediamo cosa ci dicono i dati (tutte le comp):

      VITINHA
    Gol + Assist 7+2 (11° nel PSG)
    % Passaggi riusciti 93 (4° nel PSG)
    % Passaggi lunghi riusciti 87 (1° nel PSG)
    % Dribbling riusciti 63 (1° nel PSG)
    Media conduzioni ultimo terzo 2,7 (3° nel PSG)
    Media Contrasti+intercetti 2,4 (3° cc nel PSG)
    Media palloni recuperati 6,1 (2° nel PSG)
    Distanza media conduzioni

    progressive (m)

    149 (3° nel PSG)

     

      RICE
    Gol + Assist 8+10 (3° nell’Arsenal)
    Media occasioni create 1,7 (2° nell’Arsenal)
    % Passaggi riusciti 84 (9° nell’Arsenal)
    Calci d’angolo battuti 125 (1° nell’Arsenal)
    Media Contrasti + intercetti 2,7 (2° cc nell’Arsenal)
    Media tocchi in area avversaria 2,7 (1° cc nell’Arsenal)
    Media palloni recuperati 4,7 (2° nell’Arsenal)
    Distanza media conduzioni

    progressive (m)

    95 (7° nell’Arsenal)

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