Nel turno pasquale di Serie A una delle sfide clou che coinvolge sia la lotta salvezza che la lotta al posto Champions è quella che andrà di scena al Tardini tra Parma e Juventus. Tra le squadre che si trovano nella seconda parte della classifica, soltanto il Como ha conquistato più punti (17) dei gialloblù (16) contro le prime 10. I bianconeri dal canto loro hanno vinto 8 delle 13 gare del girone di ritorno, già 3 in più di quanto fatto nella seconda parte della passata stagione.
La squadra di Chivu ha ritrovato solidità con un atteggiamento e un modulo di partenza meno spregiudicati, ottenendo quindi una fase difensiva più attenta.


Unito a questo, il ritorno di Bernabè è fondamentale, per entrambe le fasi dei suoi: nonostante sia poco strutturato fisicamente, è molto duro e intenso (sotto quest’aspetto può ricordare Bennacer, per appunto struttura fisica ma grande abnegazione in non possesso) e riesce a farsi valere in mezzo al campo coprendo grandi porzioni sia in verticale che soprattutto in orizzontale a fare da tappabuchi. In un sistema come quello attuale, con altri 2 compagni di reparto, disperde meno energie nelle lunghe in non possesso e può concentrarsi ad abbassarsi in costruzione quando bisogna iniziare l’azione ma soprattutto rifinire partendo dal centrodestra.

Tra l’altro l’ex Man City, rispetto ai migliori mediani del campionato (Calhanoglu, Lobotka, Locatelli, Paredes, Rovella) è 3° per passaggi riusciti nell’ultimo terzo, 1° per duelli vinti, 3° per contrasti vinti e per occasioni create. In una squadra che lotta per non retrocedere, non male.
La Juve ha ritrovato brillantezza fisica, ritmo e fiducia con Tudor e i 7 punti conquistati in 3 partite sono sicuramente un indizio. La ricerca continua e spasmodica della verticalità e di una rapidità di muovere la palla per non dare riferimenti alla difesa avversaria è un dogma, con la fame di riconquistare subito la sfera quando si è persa, anche se non è un concetto esasperato per il momento (nonostante i recuperi alti siano nettamente in crescita rispetto alla gestione Motta).

D’altra parte il gioiello di casa Juventus è Kenan Yildiz, autore di un gran gol nella sfida di settimana scorsa contro il Lecce. La sua crescita in queste prime partite con Tudor non sembra soltanto una questione psicologica di maggiore libertà, che sicuramente è un grande vantaggio, ma anche riconducibile alla posizione (che quindi gli consente maggiore libertà, è un rapporto ambivalente) che ricopre, più centrale, più libera da dettami difensivi di rincorsa all’indietro, quanto invece di guardare sempre in avanti. Ciò aiuta ad avere una mentalità positiva che poi si trasporta anche quando si è in possesso del pallone. Il turco è più vicino alla porta, ma ciò non significa che tira di più, quanto invece che può essere più utile ai compagni e tirare potenzialmente da più vicino. Emblematici in tal senso i dati sui dribbling (giocando più dentro al campo c’è maggiore traffico e dovrebbero riuscirgliene di meno, invece si esalta nel breve. Lungo la fascia spesso era costretto ad andare su 30-40 metri, spesso gli riusciva ma non con la stessa frequenza di ora), occasioni create e palloni giocati. E’ al centro del mondo Juve?
| KENAN YILDIZ | MOTTA | TUDOR |
| MEDIA TIRI TOTALI | 2,3 | 1,7 |
| MEDIA OCCASIONI CREATE | 1,7 | 3,4 |
| MEDIA PALLONI GIOCATI | 58 | 73 |
| MEDIA DRIBBLING TENTATI | 4 | 3,7 |
| % DRIBBLING RIUSCITI | 54 | 72 |
La mappa di disponibilità al passaggio di IMCOACH è emblematica in tal senso: dentro al campo (55% del tempo nell’asse centrale), nei pressi dell’area di rigore e su tutto il fronte d’attacco.

Come possono farsi male? La Juventus sta dimostrando un’ottima fase difensiva, sia in riaggressione che in attesa, anche se i lanci verticali alla ricerca veloce del centravanti sembrano mettere in difficoltà il reparto arretrato, a volte macchinoso nella lettura. Allo stesso tempo il Parma, nonostante la grande abnegazione difensiva, soprattutto nel primo tempo contro l’Inter (ed è anche normale) ha messo in risalto i suoi limiti nella lettura degli spazi tra le linee, soprattutto quando i 3 difensori si giocano il 3v3 e a quel punto devono essere bravi i centrocampisti ad ostruire quegli spazi, in vista anche delle frequenti triangolazioni nello stretto degli uomini di Tudor.
Chicca finale: si affrontano la squadra che ha segnato in percentuale più gol da calcio d’angolo (il Parma con il 22%, cioè 8/37) e quella che ne ha incassati di più in percentuale (la Juventus con 20%, 6/30).
Chi vincerà?

