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    Verso Bologna – Napoli: Champions League o tricolore?

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    Il posticipo del lunedì sera vedrà al Dall’Ara il lanciatissimo Bologna di Italiano affrontare il Napoli di Conte, con 2 squadre che quindi saranno già consce dei risultati delle avversarie per i rispettivi obiettivi.

    Nel 2025, il Bologna è la squadra che ha segnato più gol (25) in Serie A. Inoltre I rossoblù e il Napoli sono le due squadre che hanno subito il minor numero di tiri sia in totale (262 i rossoblù e 296 gli azzurri) che nello specchio della porta (83 gli emiliani e 85 i partenopei). Attenzione al Napoli: dopo il successo contro il Milan, gli azzurri potrebbero vincere almeno 2 partite di fila per la prima volta da gennaio (7 in quel caso); l’ultimo successo successo fuori casa è stato contro l’Atalanta, oltre 2 mesi fa, seguito da 3 pareggi e 1 sconfitta lontano dal Maradona.

    Nel magic moment degli emiliani non si può non fare riferimento alla continuità rispetto alla passata stagione: risultati simili, ma frutto di due strategie e modi di intendere il calcio diversi, che fanno capo a Thiago Motta e Italiano. Cominciamo dal non possesso: il primo alternava momenti di riaggressione intensissima ma breve (per poi rinculare nella propria metà campo), il secondo vuole una pressione uomo su uomo praticamente a tutto campo, sfiancante per gli avversari; nonostante il baricentro medio quest’anno sia più alto, comunque ciò consente alla squadra di tenere gli avversari lontani dall’area di rigore, rendendola un bunker (ancor di più di quanto non lo fosse l’anno scorso con Thiago, ma con atteggiamento alla base diverso). In possesso invece è cambiata la frequenza di giocate negli ultimi 30 metri rispetto al 23-24, con molti più passaggi verticali e finalizzati al dominio nella metà campo da offendere e un ritmo di trasmissione del pallone molto più rapido, contro un dominio della sfera più ragionato.

    23-24                                   DOPO 30 GIORNATE                            24-25
    57 PUNTI 56
    50,8 MEDIA PASS TERZO OFF 62,7
    1,3 MEDIA XG 1,4
    18,6 MEDIA TOCCHI SUBITI IN AREA 16,5

    Orsolini bussa alla porta di Spalletti, chissà se il ct aprirà. Miglior marcatore italiano in Serie A nelle ultime 3 stagioni, l’ex Atalanta sta prendendo per mano i compagni. Un grande contributo coadiuvato dalla presenza di Calabria, propulsore della fascia destra, che lo supporta in maniera più efficace rispetto agli altri interpreti. In costruzione l’ex Milan sceglie se tenere i piedi sulla linea oppure venire dentro al campo, in posizione di mezz’ala per attaccare i corridoi interni (cosa che succedeva già con Pioli): ciò consente a Orsolini di galleggiare con i piedi sull’out laterale in 1v1, difficilmente raddoppiabile dagli avversari visto il movimento di Calabria a portar via l’uomo. Da qui il classe ’97 si scatena e può sia rientrare che andare sul fondo per mettere un cross col destro; quando la palla invece è dall’altro lato, ha la cattiveria giusta per affiancare il centravanti e attaccare il secondo palo, a volte anche tagliando tutta l’area e trovandosi sul centrosinistra (vedi gol vs Lazio).

    Tocchi Orsolini ultime 4.
    Tiri Orsolini ultime 4.
    Disponibilità al passaggio Bologna vs Venezia.

    Da Orsolini ci agganciamo a Politano, un possibile dualismo anche in ottica Nazionale. Giocatori diversi, che però ad inizio carriera si somigliavano molto, entrambi mancini, esterni alti in un 4-4-2 o 4-3-3, rientrare e calciare come caratteristica principale saltando l’uomo, non molto sacrificio. Politano è riuscito anche a variare di più il suo gioco, giocando parecchi mesi da seconda punta al Sassuolo in un 3-5-2 in cui è riuscito ad andare in doppia cifra, essendo più adatto negli spazi stretti visto che è un brevilineo, mentre Orsolini non si è quasi mai schiodato dalla fascia, avendo elaborato una potenza muscolare tale che non gli permette di essere efficace e brillante quando gli spazi si restringono. Oggi il “napoletano” si comporta da tuttafascia, gioca da quinto vero e proprio dando una grande mano a Di Lorenzo dietro e formando una catena devastante in possesso; se vogliamo, anche la catena Calabria-Orsolini per tracce non è poi così diversa. Le analogie sono molte, soprattutto per l’utilizzo dei corridoi interni da parte dei terzini. Sotto le heatmap dei tocchi dei due in questa stagione, ma più sotto e ancor più importanti le mappe delle azioni difensive, in cui si nota tutta la differenza in termini di sacrificio, visto che sono giocatori che ricoprono due funzioni totalmente diverse ormai. Una chicca: Orsolini tira mediamente da 16.3m, Politano da 18m, dato che riflette perfettamente la vicinanza o lontananza dalla porta.

    Tocchi stagionali Orsolini.
    Tocchi stagionali Politano.
    Azioni difensive Orsolini.
    Azioni difensive Politano.
    22 PRESENZE 29
    11 GOL 3
    3 ASSIST 2
    1,7 MEDIA OCCASIONI CREATE 1,8
    4,5 MEDIA TOCCHI IN AREA AVV 3,1
    43 % DRIBBLING RIUSCITI 47
    ORSOLINI POLITANO

    Concludiamo la disamina con Lukaku, tornato in grande spolvero nelle ultime uscite. La funzione del belga in questi anni si è continuamente trasfornata, complice anche il fisico che non gli permette più di essere brillante. All’Inter, soprattutto di Conte, era un elemento di profondità perenne, in grado di spaccare le difese con i suoi smarcamenti preventivi sul centrodestra: con la squadra tutta rannicchiata dietro, poteva sia partire in progressione che appoggiare la palla ai compagni; sono celebri le discese con Hakimi. All’Inter di Inzaghi inizia il suo rapporto più confidenziale con la palla, diventando un giocatore un po’ meno dirompente e più associativo. Alla Roma si prova a tornare al passato, soprattutto con Mourinho, ma con risultati minori vista sia la sua minor dirompenza fisica, che i compagni intorno non sempre performanti.

    Oggi al Napoli è innanzitutto un giocatore che attira a sé le attenzioni degli avversari in termini di marcatura spalle alla porta: Lukaku è il perno della manovra offensiva, giocatore capace di spostare gli equilibri e le marcature difensive dei centrali, permettendo ai compagni di ruotargli intorno, appoggiarsi e salire o inserirsi. La sua capacità in campo aperto sta venendo sempre meno, è diventato un giocatore più pensante e spalle alla porta.

    Tocchi stagionali Lukaku.

    Come possono farsi male? Il Bologna è una squadra in grado di portare la superiorità numerica in tutte le zone del campo, ma ha dei punti deboli: se vengono chiusi i corridoi interni e si portano fuori zona, soprattutto lateralmente, i due difensori centrali che seguiranno uomo su uomo Lukaku e il centrocampista di parte, per il Napoli possono essere delle situazioni da sfruttare. D’altra parte però gli azzurri hanno dimostrato a più riprese di fare fatica ad attaccare difese schierate e compatte, e allo stesso tempo anche di andare in difficoltà con una pressione indirizzata verso Meret e Rrahmani, soprattutto provando a non far girare Lobotka e Gilmour (se giocheranno entrambi), in grado di interscambiare la posizione con efficacia. Punti nodali saranno la fascia sinistra del Napoli, con Calabria che può lasciare degli spazi a Neres, e i duelli a centrocampo, che dovrebbero essere in parità numerica, quindi chi aggiungerà più uomini in quell’asse guadagnerà metri. Ci aspettiamo che il Napoli attenda e riparta, anche per non concedere facilmente l’1v1 laterale, una strategia simile a Milan-Napoli d’andata, con Politano a fare il quinto in non possesso, non è un’utopia.

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